sabato, Gennaio 28, 2023
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Glass Onion – Knives Out, recensione del film di Rian Johnson con Daniel Craig

La recensione di Glass Onion - Knives Out, il film di Rian Johnson con Daniel Craig. Dal 23 novembre al cinema per una settimana e dal 23 dicembre su Netflix.

Nel 2021 arrivò la notizia che Netflix aveva ufficialmente acquistato i diritti di Cena con delitto – Knives Out, l’omaggio di Rian Johnson (Star Wars: Gli Ultimi Jedi) al classico whodunit uscito nelle sale di tutto il mondo due anni prima. L’obiettivo? Dare vita ad un nuovo franchise antologico, dove ad ogni nuovo film sarebbe corrisposta una nuova storia e dei nuovi personaggi. L’unico trait d’union sarebbe stato rappresentato dal personaggio dell’irresistibile detective Benoit Blanc, interpretato da Daniel Craig.

Ora, a due anni di distanza da quell’annuncio, è finalmente pronto a debuttare – sia sul grande che sul piccolo schermo – il primo risultato di questo esperimento indubbiamente curioso, ma di certo non originale, vista ormai la compulsiva mania, sempre più dilagante a Hollywood, di trasformare qualsiasi film concepito inizialmente come “indipendente” in un potenziale franchise di successo. Glass Onion – Knives Out, questo il seducente titolo del primo sequel del murder mystery del 2019, arriverà al cinema per una sola settimana, a partire dal 23 novembre, e poi su Netflix dal 23 dicembre, pronto a trascinare nuovamente gli amanti del giallo – e del primo Cena con delitto – in un affascinante vortice di intrigo e mistero, curiosi di scoprire quale aggrovigliato enigma sia stato partorito questa volta dalla fervida immaginazione di Johnson.

Se Cena con delitto affondava i suoi coltelli nelle pieghe dei legami di famiglia più feroci e crudeli, il suo sequel vuole dimostrare invece che anche nei legami d’amicizia più longevi e duraturi possono nascondersi crepe profonde e insanabili. Dai sobborghi del New England immersi nell’autunno, passiamo questa volta al clima afoso e alle temperature elevate della Grecia, per seguire la storia del magnate della tecnologia Miles Bron (interpretato da Edward Norton): siamo in piena pandemia di Covid 19 – lo stesso film è stato scritto nel 2020, durante il primo anno di epidemia – e Bron decide di invitare alcuni dei suoi più cari amici in vacanza, presso un’isola privata di sua proprietà, chiamata “Glass Onion” (da qui il titolo del film). Inaspettatamente, anche il detective Benoit Blanc si ritroverà tra gli invitati, e quando ci scapperà il morto, soltanto il suo intervento potrà garantire la risoluzione del caso.z

Il cast di Glass Onion – Knives Out. Foto di John Wilson/Netflix © 2022.

Uno sguardo sornione ma meno affilato

Rian Johnson ci tiene a non deludere il suo pubblico di riferimento: proprio per questo, anche con Glass Onion si riserva il diritto di giocare con il genere di riferimento e con le sue regole apparentemente inflessibili, senza rinunciare, neanche questa volta, a decostruirle e riscriverle, introducendo persino alcuni elementi di novità. Se Cena con delitto era maggiormente equiparabile alla tradizionale detective story (con annesse tutte le seriosità del caso), questo primo sequel (?) è decisamente più affine ad uno specifico sottogenere, quello del comedy mystery, tanti sono gli elementi tipici della commedia pura che è possibile riscontrare nell’andamento della storia e nelle interazione tra i personaggi.

Numerosi sono i momenti che strappano più di una risata e che permettono allo spettatore di leggere attraverso una lente meno artificiosa e decisamente più genuina le diverse personalità che il nuovo whodunit orchestrato da Johnson mette alla graticola, soprattutto quella di Benoit Blanc. L’amatissimo e infallibile detective interpretato da Daniel Craig non è più la figura elegante e pacata che avevamo conosciuto nel primo film, o almeno, non è più solo quello: è un uomo che a quanto pare non ama prendersi troppo sul serio, capace anche lui di ritrovarsi in situazioni imbarazzanti e di riuscire a ridere – e a far ridere – delle molteplici (dis)avventure che gli capitano, risultando buffo e quasi tenero.

Non un personaggio nuovo di zecca, dal momento che mantiene tutte le sue caratteristiche primigenie e peculiari, ma sicuramente un personaggio che Rian Johnson – autore anche della sceneggiatura – riesce a mostrare agli affezionati sotto una veste inedita, circondandolo di “maschere” che lentamente sveleranno la loro natura “disgregatoria”. Ma sull’ensemble accuratamente selezionato dal regista, questa volta è la controparte femminile (sorretta soprattutto dalle convincenti interpretazioni di Janelle Monáe e Kate Hudson), a spiccare maggiormente, con la sua avidità, la sua bramosia di potere, ma anche con il suo desiderio di rivalsa su quella maschile, che crede ingenuamente di poterla usare come pedina debole nel gioco degli scacchi.

E ancora una volta, proprio attraverso le debolezze del singolo che si riflettono e si riconoscono in quelle del gruppo, amplificandosi, Johnson cattura un’istantanea sorniona dei vizi, delle colpe e degli errori della società odierna, creando un ingranaggio meno affilato e tagliente del predecessore, ma costantemente alimentato dal fervente spirito di un narratore che ama strizzare l’occhio a chi il giallo l’ha canonizzato (Agatha Christie), divertirsi con i suoi attori, sollazzare e confondere il suo pubblico e, in mezzo a tutte queste cose, trovare anche il tempo di puntare il dito – a modo suo – contro un mondo che tende sempre più a favorire il vile a scapito del nobile.

Guarda il trailer di Glass Onion – Knives Out

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Ancora una volta, proprio attraverso le debolezze del singolo che si riflettono e si riconoscono in quelle del gruppo, amplificandosi, Rian Johnson cattura un'istantanea sorniona dei vizi, delle colpe e degli errori della società odierna, creando un ingranaggio meno affilato e tagliente del predecessore, ma costantemente alimentato dal fervente spirito di un narratore che ama strizzare l'occhio a chi il giallo l'ha canonizzato (Agatha Christie), divertirsi con i suoi attori, sollazzare e confondere il suo pubblico e, in mezzo a tutte queste cose, trovare anche il tempo di puntare il dito - a modo suo - contro un mondo che tende sempre più a favorire il vile a scapito del nobile. 
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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Ancora una volta, proprio attraverso le debolezze del singolo che si riflettono e si riconoscono in quelle del gruppo, amplificandosi, Rian Johnson cattura un'istantanea sorniona dei vizi, delle colpe e degli errori della società odierna, creando un ingranaggio meno affilato e tagliente del predecessore, ma costantemente alimentato dal fervente spirito di un narratore che ama strizzare l'occhio a chi il giallo l'ha canonizzato (Agatha Christie), divertirsi con i suoi attori, sollazzare e confondere il suo pubblico e, in mezzo a tutte queste cose, trovare anche il tempo di puntare il dito - a modo suo - contro un mondo che tende sempre più a favorire il vile a scapito del nobile. Glass Onion - Knives Out, recensione del film di Rian Johnson con Daniel Craig