lunedì, Gennaio 30, 2023
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Gimme Danger, recensione del documentario su Iggy Pop e gli Stooges

Gimme Danger: una canzone, un titolo immortale per tutti gli appassionati. Ma anche il nuovo rockumentary diretto da Jim Jarmusch, pronto a debuttare nelle sale italiane il 21 e il 22 febbraio in esclusiva BIM Distribuzione e Nexo Digital.

«Non volevo essere punk […] non volevo essere un comunista, non volevo essere un ribelle. Io volevo Essere». È questo estratto di una citazione del leader Iggy Pop a riassumere il significato, intrinseco, della pazza avventura degli Stooges, la rock band che cambiò la storia della musica di fine anni ’60 con i propri testi scorretti, le scandalose esibizioni e gli eccessi, e che viene immortalata dal regista Jim Jarmusch – definito come “il più punk” della propria generazione di cineasti – nel docufilm che porta il titolo di una canzone della band nata ad Ann Arbor, nel Michigan.

Viene ripercorsa la storia della band attraverso le tappe più importanti, dai primi approcci musicali, passando per le prime band adolescenziali fino alla nascita ufficiale degli Stooges nel 1967, che si sono fermati solo nel 1974 per poi riunirsi nel 2003 sul palco del Coachella con una nuova formazione.

Capitanati dal leader incontrastato Iggy Pop, figura iconoclasta, trasgressiva, accattivante che ha invaso vari media “contaminandoli” con la propria debordante presenza scenica, il gruppo ha segnato non solo la storia della musica rock, ma soprattutto una generazione (quella che ha vissuto la contestazione e la ribellione del ’68) e quelle successive che si sono rifatte alla loro musica e agli atteggiamenti trasgressivi sul palco e nella vita.

Come ha definito Jarmusch stesso il progetto: «Nessun’altra band della storia del rock ‘n’ roll può competere con la combinazione di pulsazioni primordiali, la psichedelia pungente, il blues – a – billy grind, completati da testi succinti e tormentati e dal ringhio da leopardo di un front man che incarna in qualche modo Nijinsky, Bruce Lee, Harpo Marx e Arthur Rimbaud. […] Gimme Danger è più un “saggio” che un documento. È la nostra lettera d’amore per quella che probabilmente è stata la più grande band della storia del rock ‘n’ roll».

È il pensiero di Jarmusch riassume bene il senso intrinseco del rockumentary stesso: Gimme Danger è – letto da fan – una lettera d’amore. Ma per tutti gli altri è una sorta di tesi di laurea, la dimostrazione di un’inconfutabile verità volta a dimostrare come gli Stooges siano stati i “progenitori” di una generazione arrabbiata, nichilista, disillusa nei riguardi della vita e aggressiva nei confronti dell’approccio alla musica.

Prima dei Ramones, Blondie, Clash, Sex Pistols e molti altri nomi noti della scena punk mondiale, c’erano loro: quattro ragazzi del Michigan che vivevano insieme dividendosi tutto, contestavano le regole sociali imposte dai “padri”, trasgredivano la morale, destabilizzavano con i loro atteggiamenti scorretti ed eccessivi, e sognavano di lasciare un segno indelebile sulla propria generazione, come molti bluesmen afroamericani prima di loro.

Jarmusch, riassemblando immagini inedite di repertorio, interviste d’archivio, contenuti inediti e giocando con un’iconografia pop a tratti fumettistica – grazie all’uso di curiose animazioni –  crea un curioso rockumentary pulp nel senso stretto del termine: un gustoso pastiche che consacra gli Stooges come artisti immortali.

Guarda il trailer ufficiale di Gimme Danger

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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