lunedì, Dicembre 5, 2022
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Emma, recensione del film con Anya Taylor-Joy

La recensione di Emma, il film con protagonista Anya Taylor-Joy tratto dal romanzo di Jane Austen. Disponibile in streaming su Chili.

Se c’è una verità testimoniata dal film Emma, la nuova trasposizione cinematografica del celebre romanzo di Jane Austen, è che la letteratura della scrittrice inglese è ancora oggi profondamente attuale. Pubblicato per la prima volta nel 1815, il romanzo torna “al cinema” in una veste totalmente nuova, accentuando la componente protofemminista del libro della Austen. Peccato non lo si possa vedere in sala, data anche la qualità visiva del film; è possibile ad ogni modo recuperarlo in streaming sulle piattaforme Chili, YouTube, Google Play e Rakuten Tv.

Nell’Inghilterra dei primi dell’800, la giovane rampolla Emma (Anya Taylor-Joy) vive insieme al padre ipocondriaco (Bill Nighy) nella magione di famiglia. La sua inesperienza circa il mondo che la circonda, così come la sua tenera civetteria tipica della giovane età, la porteranno a compiere diversi errori. Ma, anche grazie all’aiuto delle persone a lei più vicine, come il cognato ed amico (e forse anche qualcosa di più) George Knightley (Johnny Flynn), riuscirà a maturare e a vedere il mondo con altri occhi, pur rimanendo se stessa.

Rispetto alle eroine dei precedenti romanzi della Austen, Emma è una figlia dell’aristocrazia inglese sicura di sé (per certi versi anche fin troppo), la cui agiatezza economica le permette di porre in secondo piano quello a cui ambiscono o a cui sono costrette molte sue coetanee: un matrimonio con un buon partito. Tanto nel romanzo quanto nel film, l’amore per Emma altro non è che un qualcosa di accessorio e tutto sommato neppure troppo necessario: un aspetto della vita umana, insomma, non di così straordinaria importanza. E, in fin dei conti, perché sposarsi quando, facendolo, si corre il rischio di perdere la propria libertà? Dopo tutto, come lei stessa ammette all’amica e dama di compagnia Harriet (Mia Goth): “Poche donne maritate sono padrone della casa del marito”.

Diretto dall’esordiente Autumn de Wilde, che si è fatta le ossa come regista di videoclip, e scritto da Eleanor Catton (al suo primo script cinematografico), Emma è una trasposizione sostanzialmente fedele del romanzo di Jane Austen. Nonostante ciò, non si ha mai la sensazione di essere di fronte ad una  sterile riduzione. Benché pervaso, a livello di scrittura, da un sentimento di reverenza e stima nei confronti del libro da cui è tratto – sarà forse perché la Catton nasce come scrittrice -, il film ha una sua anima e non vive esclusivamente “di riflesso” rispetto al romanzo.

Esteticamente suggestivo e mai di maniera, Emma è certamente un film apprezzabile per quanto riguarda la messa in scena – arricchita da scenografie e costumi straordinari -, ma è sopratutto il messaggio di cui si fa portavoce che rende il film di Autumn de Wilde un’opera assolutamente da non perdere. Recuperando l’andamento scanzonato del racconto della Austen, costantemente in bilico tra farsa e dramma, il film descrive un Inghilterra di fine ‘800 fatta di colori sgargianti, puerili intrighi amorosi, sentimenti sopiti e personaggi ai limiti del grottesco (dal padre della protagonista alla pettegola Miss Bates), ma è sopratutto il ritratto di una giovane donna che cova dentro di sé un’anima ribelle e che si pone in (tacito) conflitto con il mondo che la circonda.

Un po’ sulla falsariga di quanto fatto in precedenza – e con toni certamente più “rivoluzionari” – da Greta Gerwig per quanto riguarda Piccole Donne di Louisa May Alcott, Autumn de Wilde e Eleanor Catton accentuano gli elementi femministi insiti all’interno del libro di Jane Austen sottolineando costantemente la scelta di Emma di essere una donna indipendente, capace di scegliere in autonomia (magari anche compiendo errori) la propria strada da intraprendere.

Il risultato finale è una commedia brillante capace di catturare lo spettatore fin dalle prime sequenze, contraddistinta da dialoghi serrati e battute esilaranti, e impreziosita da un cast dove svetta naturalmente la giovane Anya Taylor-Joy, interprete perfetta di un personaggio complesso, sfaccettato, e non privo di lati negativi, che il film Emma restituisce al pubblico di oggi in tutta la sua fragorosa modernità.

Guarda il trailer ufficiale di Emma

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Esteticamente suggestivo e mai di maniera, Emma. è certamente un film apprezzabile per quanto riguarda la messa in scena, ma è sopratutto il messaggio di cui si fa portavoce che rende il film di Autumn de Wilde un'opera assolutamente da non perdere. Recuperando l'andamento scanzonato del racconto della Austen, costantemente in bilico tra farsa e dramma, il film offre il ritratto di una giovane donna che cova dentro di sé un'anima ribelle e che si pone in (tacito) conflitto con il mondo che la circonda.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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Esteticamente suggestivo e mai di maniera, Emma. è certamente un film apprezzabile per quanto riguarda la messa in scena, ma è sopratutto il messaggio di cui si fa portavoce che rende il film di Autumn de Wilde un'opera assolutamente da non perdere. Recuperando l'andamento scanzonato del racconto della Austen, costantemente in bilico tra farsa e dramma, il film offre il ritratto di una giovane donna che cova dentro di sé un'anima ribelle e che si pone in (tacito) conflitto con il mondo che la circonda.Emma, recensione del film con Anya Taylor-Joy