mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Emancipation – Oltre la libertà, recensione del film con Will Smith

La recensione di Emancipation - Oltre la libertà, historical action interpretato e prodotto da Will Smith, e diretto da Antoine Fuqua. Dal 9 dicembre su Apple TV+.

Emancipation – Oltre la libertà è il nuovo historical action, disponibile su Apple TV+ dal 9 dicembre, con protagonista assoluto il premio Oscar Will Smith (Una famiglia vincente – King Richard), anche produttore della pellicola. Film che ci riporta, dopo Django Unchained di Quentin Tarantino, nelle piantagioni degli Stati del Sud di metà ‘800, dove spesso il bianco del cotone si tingeva del rosso del sangue degli schiavi.

Una produzione che predilige l’azione e le immagini alle parole, diretta dalla solida mano di un esperto dell’action come Antoine Fuqua (Training Day, la saga di The Equalizer – Il vendicatore con protagonista Denzel Washington). Sceneggiato da William N. Collage (Exodus – Dei e re, Assassin’s Creed), Emancipation – Oltre la libertà è basato sulla storia vera di Gordon “Whipped Peter”, schiavo scappato da una piantagione della Louisiana, in seguito arruolatosi tra le fila dell’esercito dell’Unione. Un personaggio reso celebre da alcune foto scattate al suo corpo martoriato dalle frustate, diventate il simbolo degli orrori inflitti agli afroamericani durante il periodo della schiavitù.

Louisiana, 1863. Lo schiavo Peter (Will Smith) si spacca la schiena nella piantagione del capitano John Lyons (Jayson Warner Smith), amara sorte che condivide con la moglie Dodienne (Charmaine Bingwa) e con i figli. L’uomo, un giorno, viene separato dalla sua famiglia e inviato a lavorare ad un tratto  ferroviario, cruciale per portare alcuni rifornimenti all’esercito confederato sotto attacco. Con in mente lo scopo di raggiungere i soldati dell’Unione a Baton Rouge, Peter tenta una fuga disperata attraverso la palude, ma alle sue calcagna ci sono gli uomini guidati dallo spietato guardiano Jim Fassel (Ben Foster).

Tra aspirazioni autoriali e puro cinema di genere

Emancipation – Oltre la libertà usa il contesto storico solo come pretesto per imbastire uno dei più classici canovacci action: una fuga per la sopravvivenza attraverso un territorio ostile, pieno di insidie. Più che dalle parti dell’angoscioso dramma autoriale 12 anni schiavo, siamo vicini al thriller d’azione delle pellicole di Walter Hill, ispirate all’”Anàbasi” di Senofonte, I guerrieri della notte e I guerrieri della palude silenziosa (con quest’ultima condivide anche l’ambientazione palustre della Louisiana). Un’avventura insita di pericoli che, in alcuni aspetti, assomiglia anche a survival movie come Revenant – Redivivo (qui il nostro protagonista avrà a che fare non con un orso, ma con un alligatore).

Uno sfruttamento del tema della schiavitù e delle violenze perpetrate sugli afroamericani al limite dell’exploitation, che spesso banalizza le vicende storiche con cliché da cinema di puro genere. Sul versante dell’intrattenimento, il film riesce a regalare qualche momento riuscito, ma non a soddisfare completamente. Fuqua cerca di coinvolgere lo spettatore nelle peripezie di Peter puntando su una regia fluida e immersiva, senza però ottenere sempre il risultato sperato, non avvicinandosi mai ai livelli tecnico-estetici di opere come 1917 (altra pellicola a cui si può imputare una certa superficialità nel trattamento del suo soggetto storico, ma dalle qualità cinematografiche innegabilmente potenti).

Emancipation – Oltre la libertà è una produzione action thriller, ammantata da un’apparente raffinatezza, intrappolata in un limbo. Una pellicola non brutta, ma che non sa cosa vuole essere, un po’ come la sua fotografia: desaturata al limite del bianco e nero, ma che presenta ancora tracce quasi impercettibili di colore. Troppo superficiale per essere un dramma d’autore riuscito, ma anche incapace di abbracciare in modo efficace e convinto il puro genere.

Guarda il trailer di Emancipation – Oltre la libertà 

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Emancipation – Oltre la libertà sfrutta il suo contesto storico e il tema della schiavitù per mettere in piedi un classico action thriller di sopravvivenza. Tra aspirazioni autoriali e puro cinema di genere, la pellicola rimane un po' in un limbo, banalizzando le vicende a cui è ispirato e non riuscendo nemmeno a convincere del tutto sul lato dell'intrattenimento.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Emancipation – Oltre la libertà sfrutta il suo contesto storico e il tema della schiavitù per mettere in piedi un classico action thriller di sopravvivenza. Tra aspirazioni autoriali e puro cinema di genere, la pellicola rimane un po' in un limbo, banalizzando le vicende a cui è ispirato e non riuscendo nemmeno a convincere del tutto sul lato dell'intrattenimento.Emancipation - Oltre la libertà, recensione del film con Will Smith