sabato, Dicembre 10, 2022
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Disobedience, recensione del film con Rachel Weisz e Rachel McAdams

Due delle attrici più talentuose dell’odierno panorama hollywoodiano si ritrovano per la prima volta a condividere lo schermo nel primo film in lingua inglese di uno dei registi cileni più acclamati della recente storia del cinema.

Il premio Oscar Rachel Weisz e la candidata all’Oscar Rachel McAdams sono le protagoniste di Disobedience, il nuovo intenso dramma di Sebastian Lelio, regista di Una Donna Fantastica, vincitore dell’Oscar 2018 per il miglior film straniero.

Tratto dall’omonimo romanzo di Naomi Alderman (pubblicato in Italia col titolo “Disobbedienza”, edito da Nottetempo), il film è ambientato nella Londra contemporanea, all’interno di una comunità ebraica ortodossa, e segue la vicenda dell’emancipata e anticonformista Ronit (Rachel Weisz) che torna a casa da New York dopo essere stata avvisata della scomparsa del padre.

Accolta da suo cugino Dovid (Alessandro Nivola), Ronit scopre che l’uomo è sposato adesso con la timida Esti (Rachel McAdams), con cui la donna ha avuto un amore giovanile. L’incontro riaccende in entrambe una passione proibita che non si è mai spenta.

Sebastian Lelio è un regista che ama le donne. Disobedience non sfugge certamente alle logiche del dramma sentimentale con due fantastici personaggi femminili.

Il merito del regista cileno, autore anche della sceneggiatura insieme a Rebecca Lenkiewicz, è quello di essere riuscito a costruire una storia intensa dai caratteri universali, dove il contesto religioso – il mondo della comunità di ebrei ortodossa – si rivela lo scenario perfetto in cui ambientare una storia non solo d’amore, ma anche di trasgressione, di accettazione e di ricerca della libertà.

Accantonati i colori caldi e vivaci che avevano contribuito allo splendore anche estetico di Una Donna Fantastica, Lelio abbraccia le tonalità fredde di una Londra dolente, pronta a reprimere il cambiamento e l’evoluzione, a nascondersi dietro la rigidità di un sistema vecchio stampo, invalidante e obsoleto.

Il risultato è un susseguirsi di immagini affascinanti e avvolgenti concepite dal regista cileno per condurre con estrema delicatezza lo spettatore nel vero cuore pulsante della narrazione, quello dove convergono i dubbi e le incertezze, il senso di colpa e la disobbedienza, ma anche il perdono.

Stipulando una sorta di patto con lo spettatore, basato non solo sulla sua fiducia ma anche sulla sua paziena, Lelio dilata il ritmo del racconto costruendo un’atmosfera incredibile ricca di intensità e tensione, concentrandosi nella prima parte del film sulla staticità e sulla rigidità che caratterizzano il contesto in cui si muovono le due tragiche protagoniste.

Nella seconda parte, nel momento in cui la passione si riaccende, tutto diventa più coinvolgente e insieme sconvolgente, a partire da un’esplicita ma bellissima scena di sesso che serve a manifestare tutta la sensibilità e l’onestà di Lelio in quanto autore legato profondamente alle dinamiche femminile, anche quelle solo in apparenza più secondarie.

Rachel Weisz e Rachel McAdams gareggiano in bravura: se la prima non è forse mai apparsa così straordinariamente provocatoria e ingombrante, la seconda emerge sicuramente per aderenza al ruolo e per varietà di sfumature, colta tra rifiuto e accettazione, passione e martirio, tradizione e ribellione. Dal canto suo Alessandro Nivola si conferma un ottimo contraltare, portavoce di tutta la contradditorietà dei nostri tempi moderni.

Disobedience (qui il trailer italiano ufficiale) è un dramma che parla d’amore e di lotta per l’accettazione. Un film che esplora con sguardo preciso e consapevole il tortuoso percorso verso la libertà personale; un percorso fatto di sacrifici e ricompense, filtrato attraverso il coraggio e l’ostinazione di due personaggi femminili disposti a cambiare e ad evolvere, e con i quali lo spettatore è pronto a condividere – ancor prima delle scelte – i conflitti e i dolori.

Guarda il trailer ufficiale di Disobedience

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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