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Cyrano, recensione del film di Joe Wright con Peter Dinklage

La recensione di Cyrano, il nuovo film di Joe Wright basato sul celebre personaggio creato da Edmond Rostand. Al cinema dal 21 gennaio 2022.

Se dovessimo provare a tracciare una sorta di fil rouge capace di collegare l’intera filmografia di Joe Wright, la parola chiave sarebbe probabilmente “adattamento”. Quasi tutti i film della carriera del regista britannico, infatti, sono il risultato della trasposizione da un media all’altro. Per arrivare allo schermo d’argento, si parte quasi sempre da un testo (letterario, in genere): basti pensare al suo esordio dietro la macchina da presa con Orgoglio e pregiudizio, tratto da Jane Austen, ma anche ai bellissimi Espiazione (Ian McWean) e Anna Karenina (Lev Tolsoj), fino ad arrivare ai meno riusciti Pan – Viaggio nell’isola che non c’è (J.M. Barrie) e La donna alla finestra (A.J. Finn).

Per la prima volta nella sua carriera, Wright si mette alla prova con il musical e anche questa volta alla base dell’intera operazione c’è un testo, seppur teatrale, che lo stesso regista è stato capace come sempre di “svecchiare” e di “piegare” alle esigenze di un racconto più attuale, moderno. Cyrano è, infatti, l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical di Erica Schmidt (che del film è anche sceneggiatrice), a sua volta tratto dalla celebre commedia Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, già portata al cinema più e più volte (la trasposizione più celebre rimane forse quella del 1990 di Jean-Paul Rappeneau, con protagonista Gérard Depardieu).

Cyrano (interpretato da Peter Dinklage) è un abile spadaccino dotato di grandi capacità oratorie, segretamente innamorato della bellissima Roxanne (Haley Bennett), che tuttavia è a sua volta innamorata di un altro uomo, il cadetto Christian (Kelvin Harrison Jr.), al quale però non ha mai rivolto la parola. Su richiesta di Roxanne, Cyrano si prende cura di Christian e inizia a scrivere, per conto suo, lettere d’amore indirizzate alla ragazza, dal momento che questi è tanto avvenente quanto privo di qualsivoglia ingegno creativo. Cyrano inizia così un corteggiamento nei riguardi di Roxanne all’ombra di Christian, mentre il conte De Chuiche (Ben Mendelsohn), intenzionato a sposare la ragazza, medita vendetta dopo essere stato respinto.

Non ci sono stravolgimenti eclatanti dal punto di vista narrativo in questo Cyrano di Joe Wright, che resta piuttosto fedele tanto al musical off-Broadway da cui trae ispirazione quanto alla celeberrima figura del poeta spadaccino, tra le più conosciute e amate in ambito teatrale. Tuttavia, proprio dal musical che aveva sempre Peter Dinkalage e Haley Bennett come protagonisti, il film di Wright (presentato nella Selezione Ufficiale della 16esima Festa del Cinema di Roma) riprende la sua variazione più importante: il limite fisico del protagonista non è più il proverbiale lunghissimo naso, ma bensì l’altezza, quindi la statura minuta. Tale scelta rompe in qualche modo con la classica iconografia scolpita nell’immaginario collettivo e avvicina la figura di Cyrano ad una modernità che si slega dai limiti imposti dalla tradizione, senza però alterarne la drammaticità che ne ha sempre caratterizzato il background.

Il Cyrano di Wright è ancora quell’eroe romantico mosso da geniale temerarietà, incapace di piegarsi alla mediocrità e alle convenienze, sempre pronto a cavalcare l’onda di un’esistenza fiera, “vissuta pericolosamente” in nome dell’amore, tra le splendide location offerte dalla nostra Sicilia (tra i luoghi in cui è stato girato il film anche il centro di Noto e la cima dell’Etna). Tutti questi elementi confluiscono in un racconto emozionante, a dir poco magico, in cui tutto, dalle scenografie ai costumi (opera di Massimo Cantini Parrini, candidato all’Oscar per il Pinocchio di Garrone), passando per il montaggio, la fotografia e le musiche (realizzate dai The National), contribuisce a restituire allo spettatore un incredibile senso di levità e dolcezza, di estrema sottigliezza anche nei momenti narrativamente più consistenti, come fosse intrappolato in un bellissimo sogno dal quale non vorrebbe mai svegliarsi.

Una generale sensazione di tenuità e leggerezza che accompagna lo spettatore durante tutta la visione, come una carezza invisibile, accentuata non solo dalle performance dell’intero cast (tra cui spiccano per intensità Dinklage e Bennett), ma anche dal meticoloso e affascinante uso dello spazio in cui si muovono i protagonisti, che Wright concepisce da sempre come un vero palcoscenico teatrale. Il risultato finale è un’opera di rara compostezza e finezza, dotata di un’uniformità davvero notevole. Uno straordinario esempio di celebrazione non solo dell’amore, quello più autentico e puro, ma anche della parola e del suo incommensurabile potere.

Guarda il trailer ufficiale di Cyrano

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Il risultato finale è un'opera di rara compostezza e finezza, dotata di un'uniformità davvero notevole. Uno straordinario esempio di celebrazione non solo dell'amore, quello più autentico e puro, ma anche della parola e del suo incommensurabile potere.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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