mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Cinquanta Sfumature di Rosso recensione del capitolo finale

Ad un anno dal precedente capitolo, Cinquanta Sfumature di Rosso è pronto a sbarcare nelle sale italiane e internazionali, sancendo la conclusione della fortunata saga a tinte erotiche nata dalla penna di E. L. James e portata al cinema con successo prima da Sam Taylor-Johnson (Cinquanta Sfumature di Grigio) e poi da James Foley (Cinquanta Sfumature di Nero).

Anastasia Steele (Dakota Johnson) ha finalmente ottenuto ciò che tanto desiderava: l’amore incondizionato di Christian Grey (Jamie Dornan), enigmatico milionario dall’eccentriche perversioni sessuali. I due, convolati a nozze, sembrano infatti aver coronato il loro sogno d’amore, iniziando una nuova vita insieme.

Cinquanta sfumature

Il passato è tuttavia dietro l’angolo ed è pronto a sottrarre alla coppia la felicità tanto agognata: dopo essere stato sentimentalmente rifiutato da Ana e licenziato da Christian, Jack Hyde (Erik Johnson) medita infatti vendetta e inizia a perseguitare la novella sposa, arrivando perfino a compiere un gesto folle per attirare la sua attenzione.

Giunto al proprio epilogo, l’ultimo episodio della saga targata Universal si delinea fin da subito in continuità con i precedenti, riprendendo tutti gli ingredienti che hanno reso famosa la trilogia ma che ne hanno nel contempo minato qualsiasi credibilità. Poggiato su una storia inconsistente e spesso ai limiti del ridicolo, Cinquanta Sfumature di Rosso (qui il trailer) pecca anzitutto delle più basilari regole di causa-effetto, dissimulando in modo poco convincente enormi lacune narrative.

cinquanta sfumature

Cinquanta Sfumature di Rosso recensione del capitolo finale

Tratto da un libro già sorprendentemente semplicistico, il lungometraggio tenta poi inutilmente di coniugare intangibili logiche da thriller con archetipiche soluzioni da film romantico, qui velato da una patina di finta trasgressività ben distante dal vero sadismo sessuale (a tal proposito, si veda invece quel piccolo gioiello di Nymphomaniac).

Asservita pienamente alle istanze dei peggiori blockbusters hollywoodiani, la regia di James Foley appare quasi ingiudicabile, a causa di una totale mancanza di gusto o appiglio stilistico. Anche la costruzione scenografica, giocata come sempre su uno sfarzo ostentato e davvero fastidioso, fa trasparire una totale mancanza di carattere, sbiadito in un mare di banalità.

cinquanta sfumature

Dakota Johnson e Jamie Dornan, alla loro terza esperienza nei panni di Ana e Christian, sembrano nuovamente non riuscire ad entrare in sintonia con i personaggi: anche per colpa delle figure insignificanti e bidimensionali che si prestano ad interpretare, entrambi gli attori non convincono minimamente, offrendo performances artificiose e statiche.

Non meno imbarazzante è inoltre la costruzione sonora. Nonostante la musica sia variegata e presenti svariate tracce ben composte, l’accostamento con le immagini è spesso eccessivamente macchinoso. Sebbene possa indubbiamente piacere ai fan più incalliti, Cinquanta Sfumature di Rosso non convince su innumerevoli fronti e non riesce pertanto a salvare una saga fin dall’inizio traballante e criticabile.

cinquanta sfumature

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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