mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Che Fine Ha Fatto Baby Jane?, recensione del film di Robert Aldrich

Hollywood ha cercato, fin dagli albori, di riflettere criticamente – e cinicamente – sulle ceneri del proprio sistema, mostrando le inafferrabili ed effimere luci e ombre di quella che, non a caso, Kenneth Anger chiamava Hollywood Babilonia. E il film di Robert Aldrich, Che Fine Ha Fatto Baby Jane?, non sfugge a questo discorso.

Crudele dramma grottesco sulla futilità dell’industria dietro la grande fabbrica dei sogni, si traveste da noir affondando le radici della propria forza alle carismatiche interpretazioni delle due protagoniste: Bette Davis e Joan Crawford, due icone, due nemiche nella vita e sulla scena, la cui eterna faida è stata riportata in vita dal prolifico Ryan Murphy attraverso la prima stagione della sua nuova serie antologica Feud, intitolata Bette and Joan e incentrata proprio sull’atavica rivalità tra le due dive esplosa sul set del film del 1962.

La Davis e la Crawford erano considerate due icone laiche da venerare nella Babilonia glam popolata da star e starlette: sopravvissute con successo agli anni d’oro dell’industria cinematografica statunitense, entrambe protagoniste di pellicole memorabili, hanno attraversato con disinvoltura i generi riconfermando, oltre al loro insindacabile talento, soprattutto nuovi modelli femminili già proiettati verso il futuro.

La Crawford, affascinante e sensuale, incarna la donna che non rinuncia alla propria femminilità pur cercando, sempre, di lottare per la propria indipendenza economica e affettiva; la Davis, au contraire, propone un modello di donna fatale quanto forte, irremovibile per i propri ideali e nelle decisioni prese, una donna dal carattere indomito che si muove, col suo fascino sensuale e atipico, tra luci e ombre.

Alle soglie dei sessant’anni – proprio quando la lunga ombra dell’oblio tende a calare sulle interpreti femminili, costrette inesorabilmente ad inseguire il mito della bellezza perduta per il resto delle loro vite – Bette e Joan confermano di appartenere ad un’altra categoria, di non essere semplicemente due attrici ma due icone.

Si mettono in gioco grazie alla regia navigata e affidabile di Aldrich e portano sul grande schermo il loro odio, la loro sprezzante rivalità e il peso ingombrante di due vite straordinarie per interpretare la ex-bambina prodigio con problemi psichici Jane e la sorella invalida Blanche nel capolavoro grand guignol Che Fine Ha Fatto Baby Jane?, dove la “piccola” Hudson citata nel titolo è proprio la Davis, ex-bambina prodigio – appunto – che ha conosciuto le stelle della fama e il tracollo dell’oblio, una volta spente le luci.

Vive con la sorella Blanche (la Crawford), un’ex attrice costretta sulla sedia a rotelle dopo un misterioso incidente che vide coinvolta anche Jane, che adesso si prende cura di lei tenendola letteralmente segregata in casa. L’antipatia reciproca tra le due sorelle e le piccole meschinità quotidiane alle quali si sottopongono cresceranno, progressivamente, in un folle climax di grottesca violenza e sadica crudeltà.

Normale che sia proprio il grand guignol il modello di riferimento nel quale confluisce, naturaliter, il film: un noir atipico dove il binomio sesso/violenza non c’è e viene soppiantato dal sadismo psicologico, dalla meschinità intrinseca nel cuore nero dell’uomo, perso – come nel caso di Jane – nel labirinto cieco della propria pazzia.

In Che Fine Ha Fatto Baby Jane? vizi privati e pubbliche virtù si confondono tra loro, col la sfera privata pronta ad irrompere, con violenza, sulla scena regalando alla storia dell’aneddotica una piccola guerra di logoramento condotta tra le due prime donne, una battaglia – senza esclusione di colpi – per riconfermare il primato di una sola tra le due dive.

Il film si trasforma in un macabro specchio, che riflette con gusto espressionista le marcate luci e ombre che attraversano l’essere umano, le donne, due fratelli/sorelle, gli attori/attrici e i colleghi: come il famoso tacchino induttivista di Karl Popper, dalla piccola storia di un degradante delirio si traccia una macro-parabola delle debolezze umane, mostrando i limiti che si è pronti ad infrangere pur di possedere, ad ogni costo, la vita di qualcun altro.

Guarda il trailer di Che Fine Ha Fatto Baby Jane?

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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