mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Captain Fantastic, recensione del film con Viggo Mortensen

Matt Ross è, prima di tutto, un attore. Passato con disinvoltura dal cinema mainstream hollywoodiano di qualità alla serialità d’alto livello, si cimenta da sempre anche come sceneggiatore e regista. Solo dopo una manciata di cortometraggi e l’indipendente 28 Hotel Rooms, approda sul grande schermo con il suo secondo lungometraggio, riscuotendo fin da subito successo di pubblico e critica. Stiamo parlando di Captain Fantastic, da lui scritto e diretto con protagonista un istrionico Viggo Mortensen affiancato da un cast di giovanissimi (nei panni dei suoi figli) e di navigati professionisti (come Frank Langella, nei panni del suocero), tutti pronti a creare un’alchimia perfetta che ha portato il film a trionfare al Sundance Film Festival 2016, al Festival di Cannes 2016 e a vincere, ad esempio, la scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma in base al consenso popolare.

Captain Fantastic non è solo la storia di Ben: è Ben, padre amorevole che decide di allevare da solo i sei figli nel folto di una foresta del Pacifico Nord- Occidentale. Tenendoli lontani dagli stimoli nefasti del mondo esterno, cerca di far crescere la propria progenie infondendo loro i sani valori legati alla natura, creando un rapporto di simbiosi con quest’ultima. Quando la splendida moglie, psichicamente instabile e lontana da quell’utopia, si suicida, l’uomo è costretto ad affrontare il durissimo scontro con la realtà, affrontandola di petto e trascinando nel suo viaggio verso la civiltà anche i ragazzi da sempre all’oscuro delle strane logiche del mondo.

Ross, nonostante sia un regista “quasi” esordiente, riesce a dirigere l’indie che non ti aspetti: crudele, diretto, asciutto ma poetico come solo i sogni sanno essere. Captain Fantastic non è altro che la ballata malinconica e “tristemente allegra” dedicata ad un utopista, un uomo – Ben – che ha cercato da sempre di rincorrere un proprio grande sogno vedendosi però alla fine costretto a scegliere. E non si tratta di una decisione facile, visto che la discriminante è determinata dall’amore che lo lega ai propri figli: è, quest’ultimo, talmente grande e forte da consentire ad un uomo l’eutanasia di un ideale nel quale ha sempre creduto e nel quale ha investito la sua intera vita?

La dramedy indie di Ross prova a fornire una risposta al quesito, e ci prova attraverso la forza e la potenza evocativa delle immagini e delle interpretazioni, vibranti ed appassionati: si vede il divertimento, si respira la libertà e la coesione che gli attori devono aver instaurato sul set, e anche lo spettatore ne risulta gratificato, sentendosi per circa 118 minuti parte di un’utopia e di una famiglia più grande della realtà stessa, anche quando quest’ultima è in grado di vanificare qualunque sforzo compiuto dal sogno.

Guarda il trailer ufficiale di Captain Fantastic

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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