mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Baywatch, recensione del film con Dwayne Johnson

A sedici anni dall’ultima puntata e a quattordici dal film televisivo ad ambientazione hawaiana, arriva nelle sale italiane Baywatch, primo lungometraggio destinato al grande schermo incentrato sui celebri bagnini dal costume rosso.

Raccogliendo il testimone di David Hasselhoff, Dwayne “The Rock” Johnson interpreta Mitch Buchanan, capo dei guardiaspiaggia di Emerald Bay, un tratto paradisiaco della costa californiana. Alla ricerca di nuovi membri, Mitch e le sue colleghe C. J. (Kelly Rohrbach) e Stephanie (Ilfenesh Hadera) decidono di dare una possibilità alla dolce Summer (Alexandra Daddario), al vulcanico Ronnie (Jon Bass) e all’imprevedibile Matt (Zac Efron), trascinandoli in un’indagine che coinvolge il mare, la droga e una pericolosa criminale.

Tra l’omaggio e la parodia, la prima trasposizione cinematografica di Baywatch intreccia un’abbozzata detective story con ritmi frenetici in stile Fast and Furious, incorniciando il tutto da una buona dose di irriverente nostalgia. Innegabilmente lenta in alcuni frangenti, l’avventura di Mitch&co. risulta riuscita nei suoi intenti canzonatori ed eccessivi, sicuramente più propensi alla presa in giro rispetto alla (superficiale) serietà della serie originale. Nonostante si ricorra ad un rovesciamento semplicistico ed estremamente prevedibile, anche le caratterizzazioni dei singoli personaggi si muovono tra idolatria e derisione, declinandosi in palesate slow motion ed epiteti pop-disneyani.

Messi da parte i divertenti contrappunti nostalgici, gli sketch comici ad hoc appaiono invece meno convincenti. Alcune sequenze ricorrono infatti ad escamotage visti e ampiamente sfruttati, tipici del filone goliardico inaugurato da Animal House e da Porky’s: ambiguità e doppi sensi a sfondo sessuale si alternano quindi a corpi scultorei da maschi alpha, a sorprendentemente limitati richiami al seno femminile e a Zac Efron travestito da donna. Sebbene lontano da essere per famiglie come nel format originale, l’umorismo generale risulta tuttavia meno volgare di quanto si possa presagire dalla campagna pubblicitaria, non restia a poster fallici e a spot incentrati su parti anatomiche varie ed eventuali.

Funzionali sono le scene d’azione, puntellate da un buon uso delle musiche. Adottando anche in questo caso gli insegnamenti della remunerativa saga con Vin Diesel, le sequenze più movimentate vengono sviluppate attraverso una composizione adrenalinica delle inquadrature, accostata ad una colonna sonora dal sound principalmente hip-hop, EDM e RnB, firmato da artisti di genere quali Sean Paul, A$ap Rocky e Major Lazer.

Piuttosto anonime sono infine le performances dei singoli attori. Mentre Zac Efron conferma nuovamente la sua incapacità di abbandonare i soliti ruoli (peraltro interpretati senza particolare lode), figure secondarie come Alexandra Daddario o Jon Bass non aggiungono nulla al prodotto finale, canonizzandosi all’ensemble. Maggiormente riuscito è invece il Mitch di Dwayne Johnson, unico attore capace di dipingere un personaggio fresco e frizzante.

Guarda il trailer ufficiale di Baywatch

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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