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Assassinio sull’Orient Express recensione del film di e con Kenneth Branagh

A quarantatre anni di distanza dalla celebre trasposizione cinematografica di Sidney Lumet, Assassinio sull’Orient Express, uno dei più famosi e amati romanzi di Agatha Christie, prende nuovamente vita sul grande schermo grazie alla mano delicata e allo sguardo disincantato di Kenneth Branagh.

Artista a tutto tondo, nel corso della sua carriera Branagh ha dimostrato in più di un’occasione di saper cogliere al meglio le sfide: Thor, Jack Ryan – L’Iniziazione e Cenerentola – i suoi ultimi tre lavori da regista – bastano da soli a farci capire di che pasta è fatto Sir Kenneth e quanto ami spaziare da un genere all’altro, con l’unico obiettivo di raccontare una grande storia.

Quella di Assassinio sull’Orient Express è nota a tutti: il celebre investigatore Hercule Poirot è alle prese con uno dei delitti più efferati di tutti i tempi. Dopo lo scioccante e misterioso omicidio di un ricco uomo d’affari sullo sfarzoso Orient Express, treno che sfreccia da Istanbul attraverso l’Europa nel cuore dell’inverno, Poirot deve ricorrere a tutta la sua abilità per scoprire chi tra i passeggeri è l’assassino, prima che colpisca ancora…

assassinio sull'orient express

Branagh, impegnato davanti e dietro la macchina da presa, opta per una ricercatezza che si traduce non solo in raffinate immagini e splendide inquadrature, ma anche in un’autentica osservazione dei personaggi

Il giallo di Agatha Christie, pubblicato nel 1934, è considerato uno dei romanzi più ingegnosi mai ideati. Kenneth Branagh è perfettamente consapevole di non poter competere con il materiale di partenza, ma ciò non gli impedisce di costruire una nuova sorprendente versione di una storia che, a più di ottant’anni dopo la pubblicazione, continua ad essere amata dai lettori di tutto il mondo.

L’attore e regista britannico, qui impegnato davanti e dietro la macchina da presa, opta per una ricercatezza che si traduce non solo in raffinate immagini e splendide inquadrature (con una definizione di colori, toni e contrasti sbalorditiva), ma anche in un’autentica osservazione dei personaggi. Attraverso la macchina da presa di Branagh e la penna di Michael Green (sceneggiatore di Logan – The Wolverine e Blade Runner 2049), i “nuovi” passeggeri dell’Orient Express si caricano di fascino, peculiarità e vivacità.

assassinio sull'orient express

I “sospettati”, che proprio come nel film di Lumet hanno il volto di alcune delle più grandi star del cinema (da Johnny Depp a Michelle Pfeiffer, passando per Judi Dench, Willem Dafoe e Penelope Cruz, fino ad arrivare a Josh Gad, Daisy Ridley e Leslie Odom Jr.), vengono rivisitati senza però perdere di intensità e umanità, protagonisti di un viaggio che non è solo fisico ma anche – e soprattutto – emotivo.

Ognuno dei personaggi occupa un posto ben preciso all’interno di quella che è essenzialmente una singolare e imprevista analisi della giustizia, virtù che alla fine della corsa metterà in crisi anche lo spirito calmo e riflessivo dello stesso Poirot, uomo che odia l’inspiegabile, che segue unicamente le logiche della ragione, e per cui esiste solo ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Così come Hercule Poirot dirige i passeggeri per cercare quei segnali invisibili e rivelatori dell’identità del colpevole, allo stesso modo Kenneth Branagh dirige gli attori concentrandosi sui dettagli delle loro interpretazioni: Poirot e Branagh diventano dunque la stessa persona, quella che conduce il gioco e che tiene sotto controllo la situazione.

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Branagh trova il giusto modo per omaggiare Poirot rendendolo bizzarro, eccentrico e piacevole, regalando così allo spettatore un altro straordinario e meticoloso ritratto di un personaggio brillante e indimenticabile

Nel tratteggiare la figura dell’amato e poliedrico investigatore, Kenneth Branagh trova il giusto modo per omaggiare Hercule Poirot rendendolo bizzarro, eccentrico e piacevole, regalando così allo spettatore un altro straordinario e meticoloso ritratto di un personaggio brillante e indimenticabile.

Il merito più grande di Branagh, però, è forse un altro: oltre a regalare ad una nuova generazione di spettatori una magnifica reinterpretazione di un’intrigante storia senza tempo, il devoto all’immortale bardo riesce a rendere la medesima storia – già nota ai più – ancora una volta affascinante, costruendo un giallo in piena regola e, allo stesso tempo, un grandissimo film d’intrattenimento, godibile e incalzante.

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Assassinio sull’Orient Express recensione del film di e con Kenneth Branagh

Tra sbuffi di fumo, cumuli di neve, bagliori d’argento, bottiglie stappate e  calici di champagne, Kenneth Branagh ci invita nuovamente a bordo dell’Orient Express, per un nuovo entusiasmante viaggio all’insegna dell’intrigo e del mistero. Assassinio sull’Orient Express (qui il trailer italiano ufficiale) vi aspetta al cinema dal 30 novembre. Attenti a non perdere il treno… !

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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