lunedì, Dicembre 5, 2022
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Army of Thieves, recensione del prequel prodotto da Zack Snyder

La recensione di Army of Thieves, il nuovo heist movie prodotto da Zack Snyder con Matthias Schweighöfer. Dal 29 ottobre su Netflix.

Army of Thieves è un nuovo heist movie disponibile su Netflix dal 29 ottobre. Prequel di Army of the Dead, film di zombie in salsa action scritto e diretto da Zack Snyder, uscito sulla piattaforma di streaming lo scorso 14 maggio. Un nuovo episodio che va ad espandere il neonato franchise, seguito spirituale del remake de L’alba dei morti viventi diretto da Snyder nel 2004 , mentre una serie animata prequel (Army of the Dead: Lost in Vegas) e un sequel (Planet of the Dead) sono già in sviluppo.

Army of Thieves è una sorta di origin story per il personaggio di Ludwig Dieter, eccentrico e simpatico scassinatore incontrato nel precedente film. Una pellicola che vede l’attore interprete di Ludwig, Matthias Schweighöfer, svolgere il doppio incarico di protagonista e regista. Zack Snyder firma il soggetto, in collaborazione con lo sceneggiatore Shay Hatten (John Wick 3 – Parabellum), e produce insieme alla moglie Deborah Snyder.

Proprio in questo film scopriamo che il vero nome di Ludwig Dieter è Sebastian Schlencht-Wöhnert. Sebastian conduce una vita tranquilla e banale a Potsdam in Germania, dove lavora come cassiere di banca e coltiva la sua strana passione per le casseforti e lo scasso; una passione che condivide in rete, con scarso successo, attraverso il suo canale YouTube. Grazie ai suoi video online attira l’attenzione di Gwendoline Starr (Nathalie Emmanuel), ladra internazionale decisa a scassinare tre delle casseforti create dal leggendario fabbro Hans Wagner (Christian Steyer). Sebastian, affascinato sia dalla sfida che dalla bella criminale, accetterà di aiutare Gwen e la sua banda nell’impresa, imbarcandosi in un’avventura che lo porterà in giro per l’Europa con l’Interpol alle calcagna.

Come avrete già intuito dal breve riassunto della trama, gli zombie avranno pochissimo spazio in questo prequel, classico heist movie dove gli eventi legati all’incidente di Las Vegas verranno citati solo dai notiziari. I nostri amati morti viventi faranno anche delle brevi apparizioni in sogno, durante due sequenze oniriche totalmente slegate dal resto del film, inutili nell’economia di questa pellicola (probabilmente acquisteranno senso in futuro, se la teoria del time loop legata alla saga verrà confermata nei seguiti).

Per quanto riguarda il film in sé, Army of Thieves non offre niente di nuovo al genere dei film di rapina, riproponendo svogliatamente tutti i topoi del caso (reclutamento, presentazione dei membri della bada e delle loro specifiche abilità, pianificazione ecc.). Il tutto presentato in una confezione fracassona molto timida – siamo lontani dall’eccelsa tamarraggine di heist movie come Fast & Furious 5 – e insulso umorismo postmoderno (un feticismo verso il Nicolas Cage versione action hero di film come Con Air e Fuori in 60 secondi).

Army of Thieves si trascina stancamente per tutte le sue oltre due ore di durata con poco da offrire, se non la simpatia e il carisma di Matthias Schweighöfer, una delle poche cose buone della pellicola. Un film inferiore ad Army of the Dead, consigliato solo a chi sia veramente interessato alla saga, tenendo conto della natura completamente differente di questo episodio rispetto al precedente: se cercate eserciti di non morti affamati di carne umana, questo non è il film per voi.

Guarda il trailer ufficiale di Army of Thieves

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Il prequel “zombie free” di Army of the Dead è un heist movie senza niente di particolarmente interessante da offrire. Insoddisfacente sia nel lato fracassone che nel suo umorismo postmoderno, Army of Thieves si regge quasi esclusivamente sulla simpatia e sul carisma dell'interpretazione di Matthias Schweighöfer.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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