venerdì, Dicembre 9, 2022
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Ammore e Malavita recensione del film dei Manetti Bros.

Dopo il grandissimo e inaspettato successo di Song e’ Napule del 2013, i Manetti Bros. si lasciano ancora una volta incantare dal fascino senza tempo di Napoli per la loro nuova creatura cinematografica: Ammore e Malavita.

Il film rappresenta a tutti gli effetti una nuova sfida cinematografica per il duo di registi e sceneggiatori italiani, pronta ad offrire allo spettatore un altro ritratto estramente verace, autentico, pieno di cuore e passione, di una città straordinaria, lontano dalle cupe e disperate rappresentazioni viste ultimamente al cinema e in tv.

Un ritratto estramente verace, pieno di cuore e passione, di una città straordinaria, lontano dalle cupe rappresentazioni viste ultimamente al cinema e in tv

Ammore e Malavita racconta la storia di Ciro (Giampaolo Morelli), un temuto killer al servizio – insieme a Rosario (Raiz) – di don Vincenzo (Carlo Buccirosso), detto “o’ re do pesce”, e della sua astuta moglie donna Maria (Claudia Gerini). Un giorno a Ciro viene dato l’incarico di sbarazzarsi di Fatima (Serena Rossi), una giovane infermiera che ha visto qualcosa che non doveva vedere.

Le cose, però, non vanno come previsto: Ciro scopre infatti che Fatima è l’amore mai dimenticato della sua adolescenza. A quel punto c’è soltanto una soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e tutti coloro intenzionati ad uccidere lui e il suo amore ritrovato.

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Ammore e Malavita recensione del film dei Manetti Bros.

Mossi dal loro istinto irrefrenabile e dalla loro sconfinata passione, i Manetti Bros. fanno nuovamente centro e realizzano una commedia musicale in salsa napoletana che omaggia non solo la città di Napoli ma la settima arte in generale, a partire dalla solida e organica mescolanza di generi che fanno di Ammore e Malavita un cocktail narrativo assolutamente esplosivo.

Definire l’ultima fatica dei Manetti Bros. utilizzando il solo termine di commedia musicale è infatti palesemente riduttivo: il musical permette ai due fratelli romani di andare sopra le righe e di affrontare tematiche profonde e importanti attraverso la realizzazione di sequenze coreografate in maniera accattivante e divertente; ma la realtà è che in Ammore e Malavita coesistono armonicamente anche il poliziottesco e l’action, con una spolverata di dramma sentimentale per mettere d’accordo proprio tutti i tipi di palato.

Un racconto verosimile e al tempo stesso esagerato che incastona personaggi pazzeschi in una cornice coloratissima, dalla forza emotiva ineguagliabile

Ad accrescere il valore del film ci pensa anche il cast: l’alchimia tra i protagonisti Giampaolo Morelli e Serena Rossi – già visti insieme in Song e’ Napule – è assolutamente perfetta, ma la vera bomba a orologeria del film è la strabiliante performance di Claudia Gerini nei panni di una spregiudicata “pupa del boss”, che sfodera tutte le sue incredibili doti non solo di attrice ma anche di cantante e ballerina.

Ammore e Malavita è un omaggio – personale e assolutamente riuscito – alla sceneggiata napoletana, tra amore, musica, azione e pallottole. Un racconto verosimile e al tempo stesso esagerato che incastona personaggi pazzeschi in una cornice coloratissima, dalla forza emotiva ineguagliabile.

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Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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