mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Alice Attraverso lo Specchio, recensione del sequel di Alice in Wonderland

Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo sempre imparare da esso. È questa la grande (e un po’ edulcorata)  lezione che impariamo alla fine della visione di Alice Attraverso lo Specchio, sequel del campione d’incassi Alice in Wonderland diretto nel 2010 da Tim Burton. Dopo sei anni, i personaggi nati dalla penna di Lewis Carroll tornano sul grande schermo per raccontare le vicende al centro del romanzo “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, in una versione riveduta e corretta che porta ancora una volta la firma di Linda Woolverton (autrice dello script del primo film) ma che vede questa volta dietro la macchina da presa James Bobin (regista de I Muppetse Muppets 2 – Ricercati).

Le atmosfere decisamente cupe che avevano caratterizzato l’opera di Burton (che qui appare solo in veste di produttore) lasciano il posto ad una rappresentazione di Sottomondo decisamente più accesa, colorata, vibrante. Un universo parallelo spettacolare come sempre ma non per questo privo di insidie, che fa da sfondo ad una vicenda che è insieme antefatto e proseguo, e che svela con grande sorpresa dello spettatore le origini dei meravigliosi e bizzarri personaggi che abitano il Paese delle Meraviglie.

Ponendo al centro del racconto il concetto di tempo, e non solo metaforicamente (nel film il Tempo è uno dei personaggi, interpretato da un magnifico Sacha Baron Cohen), il sequel di Bobin ci racconta – ad esempio – del difficile rapporto del Cappellaio Matto (un Johnny Depp spento e sottotono rispetto al predecessore) con suo padre (la new entry Rhys Ifans) o della rabbia repressa della Regina Rossa (una sempre meravigliosa Helena Bonham Carter) nei confronti della sorella, la Regina Bianca (una Anne Hathaway tutta moine, fastidiosissima). Fermo restando che il cuore della storia è ovviamente Alice (una Mia Wasikowska che fatica ancora una volta a convincere in questo ruolo), intenta a salvare l’amico Cappellaio in un continuo andirivieni tra passato e presente tanto ripetitivo dal punto di vista narrativo, quanto visivamente abbagliante da quello tecnico.

Al di là dell’interesse scaturito dalle origin story dei vari personaggi, Alice attraverso lo specchio risulta piacevolmente godibile, ma non manca di tradire in più occasioni la fonte letteraria (e la sua consequenziale magia), configurandosi troppo spesso come una favola moraleggiante – sicuramente destinata ad un pubblico di bambini – e non come un racconto fiabesco di ampio respiro, più attenta alla forma (fin troppo artificiosa in alcuni casi) che al contenuto.

Guarda il trailer ufficiale di Alice Attraverso lo Specchio

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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