lunedì, Febbraio 6, 2023
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Diabolik – Ginko all’attacco!: il ritorno del re del terrore, tra amore e genio criminale

Diabolik – Ginko all’attacco! è il secondo film dei Manetti Bros. che segna il ritorno del re del terrore. Dal 17 novembre nelle sale.

E il cinema Barberini si tinse di verde: per un’occasione speciale come l’arrivo nelle sale di Diabolik – Ginko all’attacco!, secondo capitolo delle avventure del genio del crimine nato dalla fervida immaginazione delle sorelle Giussani, il nuovo cinema romano (completamente rinnovato) ha virato i propri schermi verso il verde, colore dominante di questo secondo step cinematografico. Se nel film precedente – con protagonista Luca Marinelli – il rosso era il leitmotiv dell’intera operazione firmata dai fratelli Marco e Antonio Manetti, questa volta il cambio cromatico preannuncia anche due forti novità nel cast: il volto di Diabolik che, da Marinelli, diventa quello di Giacomo Gianniotti (star di Grey’s Anatomy) e l’entrata in scena del personaggio di Altea, interpretato da Monica Bellucci (vista di recente in Siccità di Virzì).

E proprio quest’ultimi, insieme ai colleghi Miriam Leone e Valerio Mastandrea (reciprocamente nei panni di Eva Kant e dell’ispettore Ginko) e ai due registi, hanno presentato alla stampa il film, definito a tal proposito da quest’ultimi «non come un sequel, perché Diabolik è un personaggio alla Bond, o come Batman o Sherlock Holmes: personaggi universali che sono protagonisti di innumerevoli film e reincarnazioni. Come in questo caso, perché attraverso questo nuovo capitolo volevamo raccontare totalmente un’altra storia e non un semplice sequel». Se il primo progetto era, a tutti gli effetti, una intro, il nuovo Diabolik – Ginko all’attacco! rinsalda i capisaldi del nuovo frachise, pronto a distinguersi sul mercato audiovisivo italiano. Ai due ne seguirà, prossimamente, un terzo che chiuderà la saga esaltando tutte le storie raccontate e tirando i fili di una vera scommessa, nata in un’era pre-Covid lontana dalla nuove logiche legate alle piattaforme in streaming e ai nuovi metodi distributivi.

Il nuovo film è tratto dall’albo – della famosa casa editrice Astorina – numero sedici, intitolato proprio Diabolik – Ginko all’attacco!; a tal proposito, i fratelli Manetti hanno dichiarato che «non ci sono sostanziali cambiamenti nel processo di adattamento; a cambiare realmente è il medium, il mezzo oggetto della trasposizione. La differenza più profonda tra il fumetto e il film è la presenza del personaggio di Altea, non presente nell’albo originale. Ma quando abbiamo scritto il film, la nostra volontà è stata fin da subito quella di filtrare la storia narrata attraverso gli occhi di Ginko, e ci mancava quindi qualche elemento fondamentale: l’amore, l’analisi della parte più intima dell’ispettore».

Riguardo invece all’evidente differenza tra i due Diabolik interpretati, rispettivamente, da Marinelli e Gianniotti, i Manetti Bros. (e lo stesso attore) si sono così espressi sull’argomento: «C’è un’evidente discrepanza tra i due personaggi mostrati nel primo e nel secondo film», hanno spiegato i fratelli. «In Diabolik il genio del crimine impara ad amare incontrando Eva: viene presentato agli spettatori come un essere disumano e glaciale che incontra una donna complementare che finisce per insegnargli l’amore. Giacomo ha dato a Diabolik l’anima di cui aveva bisogno, fino a creare un genio criminale che ama e che si contrappone, nelle dinamiche di coppia, a quella formata da Ginko e Altea, anche loro innamorati ma schiavi di rigide regole sociali che non toccano – al contrario – né Diabolik né Eva».

«In Diabolik – Ginko all’attacco! volevo infondere del romanticismo nel mio personaggio; nel primo film, siamo di fronte ad un genio criminale che vive tutta la propria vita per compiere dei rischiosi colpi, ma non ha nessuno con cui condividere le sue vittorie o la propria esistenza», ha aggiunto Giacomo Gianniotti. «Una vita quindi vuota, nella quale però fa irruzione Eva che si trasforma ben presto nella ragione primaria, e in questo secondo capitolo il focus è incentrato soprattutto sulle dinamiche del loro amore.Ho lavorato soprattutto su dei set per la tv americana e non trovo grandissime differenze con i set italiani: forse la vera novità, per me, è la possibilità di lavorare con ben due registi! Si tratta di un’esperienza nuova e strana, perché non ho mai lavorato con due registi che si dividono le responsabilità e, addirittura, con uno dei due che è anche operatore di macchina. Di solito il regista è altrove, quindi per me averlo vicino è stato un buon modo per creare un rapporto più intimo sul set».

«Diabolik è un personaggio iconico che ha avuto diverse incarnazioni sullo schermo: da ragazzo ricordo delle tracce della sua presenza quando passavo le vacanze in Italia, lo conoscevo ma in particolare mio padre e i miei fratelli erano molto appassionati, tanto da collezionare gli albi», prosegue l’attore. «Accettando il ruolo, mi sono buttato sulla lettura dei tantissimi fumetti della serie, fino a diventare un fan affezionato: dovevo ricordarmi che ero Diabolik sul set e non un fan qualunque! Interpretando sempre il ruolo del bravo ragazzo, è stato divertente calarsi in un ruolo invece così… letale».

I Manetti Bros., Giacomo Gianniotti e Miriam Leone sul set di Diabolik – Ginko all’attacco!

Dalla costruzione del mito all’intimità dei personaggi

Diabolik – Ginko all’attacco! scava quindi nell’intimità dei rapporti tra i vari personaggi, spostando l’attenzione dalla costruzione del mito all’analisi delle fragili emozioni che attraversano ogni protagonista, come succede ad un inedito ispettore Ginko: «La più grande novità di questo secondo capitolo è, secondo me, la presenza di una serie di “mine antiuomo” disseminate nell’ufficio di Ginko, ovvero degli elementi che sono pronti a far deflagrare la rigida esistenza dell’uomo», ha raccontato Valerio Mastandrea. «La passione sfrenata e clandestina per Altea fa vacillare Ginko mettendo in campo la sua fragilità, pronta – appunto – ad esplodere perché l’amore stesso rende fragili e, allo stesso tempo, coraggiosi rispetto a delle scelte da intraprendere. Ginko è determinato nel perseguire la sua ossessione che si rivela come una sorta di prigione, dove ogni tanto si concede un’ora d’aria concessa dalla presenza di Altea. Quest’ultima lo libera dalla sua solitudine, portandolo su un altro livello, nonostante la sua tendenza a ritornare sempre al suo interno, finendo per confinarsi».

In Diabolik – Ginko all’attacco! la presenza femminile è ancora più forte rispetto al film precedente: donne che, già nella loro versione a fumetti, uscivano dall’ordinario dei prototipi femminili abituali, che si configuravano così come dei modelli diversi ai quali guardare ed ispirarsi. Incarnazioni di un femminile diverso e complementare che Miriam Leone riassume così: «Il Diabolik dei fratelli Manetti è un animale ferito, una pantera ferita – letteralmente – come del resto lo è Eva, nonostante il suo pragmatismo. Un aspetto che le permette di prendere in mano la vita di coppia nella loro intimità, anche se nell’aspetto rimane in tutto e per tutto simile ad una ninja che guida una Jaguar; entrambi sono belli, mondani, spregiudicati, senza paura; ma battibeccano, tra le pareti domestiche, come una qualunque coppia dell’alta borghesia».

«Un punto di vista che le sorelle Giussani volevano raccontare ad ogni costo, attraverso il loro fumetto, mettendo in luce quei legami tra moglie e marito ma collocandoli in un universo a fumetti tipicamente anni ’60», conclude l’attrice. «Un mondo nel quale si muovono spesso delle donne formose che fanno da accessorio agli uomini protagonisti, mentre lei è – appunto – una ninja che indossa sempre una maschera, proprio come il “suo” Diabolik: entrambi sono costretti a nascondere il loro volto all’esterno, in pubblico. Ma queste maschere cadono sempre all’interno delle pareti domestiche, nell’intimità, proprio come metafora e simbolo di un amore pronto ad infrangere ogni regola sociale».

Guarda il trailer ufficiale di Diabolik! Ginko all’attacco

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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