domenica, Febbraio 5, 2023
HomeFestivalFesta del Cinema di RomaRomaFF13, Michael Moore: "I giovani hanno il potere di cambiare l'America"

RomaFF13, Michael Moore: “I giovani hanno il potere di cambiare l’America”

La turbinosa eloquenza del regista statunitense Michael Moore fa capolino anche a RomaFF13, la 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma. L’autore di Bowling a Columbine (2002), Fahrenheit 9/11 (2004) e Sicko (2006) incontra il pubblico per dialogare sulla sua ultima fatica: Fahrenheit 11/9presentato nella Selezione Ufficiale e in arrivo nelle sale dal 23 al 25 ottobre come evento speciale.

Compito non facile per il moderatore Corrado Formigli (giornalista e conduttore di Piazzapulita), chiamato a contenere e guidare una personalità sfavillante e senza peli sulla lingua come quella di Moore. La riflessione del documentarista si concentra sul 9 novembre 2016, giorno dell’elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America di Donald Trump e il suo giudizio è chiaro: l’intero sistema politico americano ha portato a questa conseguenza e perciò la situazione va analizzata in tutte le sue componenti.

Michael Moore incontra il pubblico di RomaFF13, la 13esima edizione della Festa del Cinema di Roma

In un’America oramai dedita al cambiamento, le classi sociali vanno ridefinendosi e trasformandosi ogni giorno di più ed è per questo motivo, secondo Moore, che non si può accusare la classe operai di aver eletto Trump, bensì il cosiddetto elettorato bianco.

La vera vincitrice morale rimane la schietta e tenace Hillary Clinton, che purtroppo non ha saputo tenere a bada l’ascesa del Tycoon. Per questo motivo in un paese – quale è l’America – in cui molti cittadini non sono mai usciti dai confini del proprio stato, è quanto mai importante diffondere arte e opinioni tramite il cinema, che rimane l’espressione più abbordabile in fatto di costi.

La discussione si volge ben presto in un panorama più familiare al pubblico presente, quello italiano: Moore non fa segreto che personaggi divertenti come Matteo Salvini“razzista e bigotto” – e Luigi Di Maio – cui non si riponeva alcuna fiducia – sono infine riusciti a trionfare. Una sorta di legge del contrappasso “Made in Italy”, insomma: la sinistra non è stata forte nel porre sul tavolo delle trattative le proprie questioni, abbandonandosi a semplici compromessi e questo non le ha permesso di raccogliere consensi.

“È certo che la contestazione e lo scambio intellettuale sulle questioni inerenti gli affari pubblici debbano tornare nella bocca e nella voce del popolo, facendosi largo tra le piazze. In questo modo si tornerà capaci di toccare la realtà della scena sociale in maniera molto più attiva”, dichiara il vincitore dell’Oscar e della Palma d’Oro toccandosi l’immancabile berretto.

Il futuro non è quindi molto roseo per Michael Moore ma di certo questo non glia ha impedito e non gli impedirà – si spera – di accostarsi all’attualità con il suo solito humor sagace e tagliente, in grado di raccogliere il pensiero politico contemporaneo. E sulle elezioni di metà mandato che avranno luogo tra due anni, Moore auspica: “Tra due anni andranno a votare tante più donne e tanti più ragazzi giovani: è da loro che vorrei che Trump venise mandato a casa. Sono i giovani, ossia il nostro futuro, che devono fermarlo!”

Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -