lunedì, Gennaio 30, 2023
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RomaFF12: David Lynch incontra la stampa in occasione della Festa del Cinema

David Lynch si è confrontato con le numerose domande della platea stampa accorsa alla conferenza che precede il suo incontro con il pubblico all’interno di RomaFF12, la 12^ edizione della Festa del Cinema di Roma.

Il regista di successi come Eraserhead (1977), Fuoco cammina con me (1992) e Mulholland Drive (2001) – solo per citarne alcuni – non è di certo una persona banale e il suo modo di “rispondere non rispondendo” è degno di un’intera puntata di Twin Peaks.

Quello che emerge dalle sue parole è il profilo di una persona che ha imparato a canalizzare tutte le sue forze verso il momento creativo, mantenendo lontano negatività e preoccupazioni

Quello che emerge dalle sue parole è il profilo di una persona che ha imparato a canalizzare tutte le sue forze verso il momento creativo, mantenendo lontano negatività e preoccupazioni. È risaputo ormai il suo interesse per la meditazione trascendentale, che pratica più o meno dal 1973, e che si configura come il mezzo tramite il quale lo stesso Lynch riesce a coadiuvare il suo essere artistico, il modo migliore con il quale far affiorare idee. Anche se le sue creazioni cinematografiche hanno spesso a che fare con l’espressione di un inconscio a volte oscuro e di difficile lettura; Lynch afferma che nell’esprimere la sua arte non prova altro che “enjoyment, puro piacere”.

RomaFF12: David Lynch incontra la stampa in occasione della Festa del Cinema

Convinto della potenzialità che l’essere umano ha per raggiungere quella che lui definisce “totalità”, ammette il suo profondo interesse per tutte le persone ossessionate, per quegli uomini che tendono verso la totalità del loro lavoro come, ad esempio, Werner Herzog, autore per il quale Lynch dimostra una profonda stima.

David Lynch non emana affatto quell’aura da demiurgo cinematografico di cui avere timore; al contrario sembra essere un regista che, in special modo nella direzione degli attori, mette prima di tutto la codizione di ascolto e di condivisione.

Convinto della potenzialità che l’essere umano ha per raggiungere quella che lui definisce “totalità”, ammette il suo profondo interesse per tutte le persone ossessionate, per quegli uomini che tendono verso la totalità del loro lavoro

Ogni attore si fa necessariamente una propria idea durante la lettura dello script e il gioco sta tutto nell’elaborare insieme a lui un nuovo modo di vedere le cose, e Lynch si accorge spesso dagli occhi dei suoi attori quando arriva il momento in cui questi cercano di cogliere il “modo” con cui affrontare il loro personaggio.

Chiamato a rispondere sulla quantità dei suoi progetti futuri, Lynch non si sbottona troppo, affermando che, al momento, non c’è nessun nuovo progetto in cantiere e si limita a dire che la sua sceneggiatura su Franz Kafka forse è meglio che rimanga parola scritta piuttosto che “parole” fissate su uno schermo.

Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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