lunedì, Febbraio 6, 2023
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Breakfast Club: 10 curiosità sul celebre cult di John Hughes

Breakfast Club è, a tutti gli effetti, un cult generazionale; anche se il regista John Hughes era finito per specializzarsi, negli anni ’80, in numerose commedie a sfondo scolastico, ambientate nei corridoi delle High School americane, realizza solo nel 1985 questo film che è considerato il suo capolavoro. Nel film il regista pone l’attenzione su cinque personaggi archetipici all’interno dei comuni teen movie – l’atleta vincente, il nerd, la ragazza popolare, l’emarginato bullo ribelle e la ragazza goth – chiudendoli tutti insieme nella scuola, per una punizione lunga un intero Sabato; nel corso della giornata, i ragazzi scopriranno di non essere poi così diversi l’uno dall’altro.

In questa lunga – quanto nostalgica – onda che sembra investire la contemporaneità (come non pensare alla ricca offerta della piattaforma Disney+?), Breakfast Club rimane un imprescindibile must, una commedia dal taglio teen talmente perfetta da aver avuto, nel corso degli anni, una lunga serie di prodotti che hanno tentato di emulare la sua formula vincente ma di solito con scarsi risultati: ripercorriamo quindi, insieme, 10 curiosità direttamente dal dietro le quinte di questo cult che ha incantato intere generazioni nel corso degli anni.

10. John Hughes e la sceneggiatura

Con un’esperienza maturata nell’ambito della sceneggiatura sotto ogni aspetto e punto di vista, John Hughes godeva già della fama di uno scrittore particolarmente veloce e prolifico. Poteva, secondo le fonti, scrivere durante delle infinite sessioni che duravano 20 ore e finire addirittura una sceneggiatura completa in meno di una settimana. Di solito impiegava una media di quattro giorni (come nel caso del film Una Pazza Giornata di Vacanza, 1986) ma con Breakfast Club riuscì a battere sé stesso e il suo stravagante primato: la scrisse nel corso di soli due giorni, dal 4 al 5 luglio 1982. Molti sceneggiatori potrebbero avere a disposizione anche sei mesi di tempo ma non riuscirebbero mai a realizzare qualcosa di così ispirato, unico e divertente come il capolavoro di Hughes, confermando così l’enorme talento del regista e sceneggiatore, capace di compiere questo prodigioso miracolo in un tempo brevissimo.

9. Breakfast Club fu girato in modo consequenziale

Di solito i film tendono ad essere girati in rigoroso… disordine sparso, basandosi sulle disponibilità degli attori, delle location e su tutti gli aspetti più convenienti, con le scene che vengono girate non in ordine cronologico – seguendo la sceneggiatura – per poi essere rimontate solo in sala di montaggio. Ma proprio perché Breakfast Club è ambientato nel corso di un’unica giornata, seguendo i dettami aristotelici dell’integrità spazio-temporale, sfruttando quindi anche un unico ambiente per le vicende dei cinque protagonisti, fu possibile per la crew girare tutte le scene in ordine, rendendo così tutto più semplice anche per gli attori. Per quest’ultimi, infatti, fu più facile calarsi nei propri personaggi coprendo i rispettivi archi narrativi di trasformazione architettati nella sceneggiatura: questo perché, girando sequenza per sequenza e in ordine, si permette a tutti – dagli attori alla troupe passando per il regista – di seguire il copione pagina per pagina, capendo subito cosa si è già girato e cosa invece attende di esserlo.

8. Gli attori hanno improvvisato sul set

Il cast di Breakfast Club provò le battute del film proprio come in una commedia teatrale, incontrandosi tutti insieme per leggere il copione poche volte prima di iniziare le riprese. Ma, nonostante questa ferrea preparazione, gli attori improvvisarono comunque parecchio sul set. Per esempio, la battuta di Brian che vuole una falsa carta d’identità solo per poter votare fu completamente improvvisata dall’attore Anthony Michael Hall sul set; e perfino la scena completa dove tutti i personaggi parlano del motivo per cui sono in punizione fu frutto della loro improvvisazione in un primo momento, perché non c’era una sceneggiatura per questa scena; John Hughes disse loro solo di inventare le ragioni sul momento.

7. La madre e la sorella di Anthony Michael Hall

La madre e la sorella di Brian Johnson compaiono brevemente all’interno di Breakfast Club e sono interpretate dalla vera madre (Mercedes Hall) e dalla vera sorella minore (Mary Christian) dell’attore Anthony Michael Hall! Ovviamente, questi due camei eccellenti aggiungono credibilità alla finzione scenica. Il giovane attore fu protagonista di uno sviluppo improvviso – e repentino – durante le riprese del film, un imprevisto che interruppe quella continuità che si era riuscita a creare sul set. La crew fu quindi molto abile nell’aggirare l’ostacolo distraendo perfino gli spettatori più attenti, anche se secondo l’attore Judd Nelson (che interpretava John Bender), Hall era più basso di lui all’inizio delle riprese e decisamente più alto una volta terminate!

6. L’erba usata nel film

In una delle scene più memorabili del film, i personaggi fumano dell’erba. Siccome era illegale e avrebbe confuso gli attori sul set, rendendoli incapaci di seguire le loro battute da copione, la produzione decise di non usare della vera marijuana, bensì dell’origano al posto di quest’ultima. Fumare dell’origano apparentemente non produce, tra gli effetti, lo sballo ma restituisce ai consumatori la stessa sensazione del tabacco, dettaglio che permise così agli attori di essere concentrati sulla scena da girare. John Hughes ha rivelato che il suo più grande rimpianto, sul set di Breakfast Club, è legato a questa scena: aver utilizzato l’effetto vetro-infranto nel momento in cui Emilio Estevez lancia, all’improvviso, un forte verso stridulo.

5. John Hughes e Judd Nelson non andavano d’accordo

C’era molta tensione – e ostilità – tra il regista John Hughes e l’attore Judd Nelson sul set di Breakfast Club. Quest’ultimo aveva deciso di restare nei panni del personaggio anche sul set, quando le macchine da presa erano spente e non stavano girando, così continuava fastidiosamente a bullizzare l’attrice Molly Ringwald. Ma mentre Paul Gleason considerava questo atteggiamento come la prova delle eccellenti capacità attoriali di Nelson, Hughes lo vedeva invece come una buona ragione per licenziare l’attore. All’inizio c’erano dei piani per realizzare un sequel di Breakfast Club ogni 10 anni, con le trame incentrate sui personaggi che si riunivano una volta ogni decade per ritrovarsi; ma siccome il regista non voleva lavorare mai più con Nelson, non fu mai realizzato nessuno di questi sequel messi in cantiere.

4. Nicolas Cage era in lizza per il ruolo di Bender

Emilio Estevez, all’inizio, era stato provinato per interpretare John Bender, ma quando John Hughes ebbe difficoltà nell’individuare l’attore giusto per il ruolo di Andrew Clark, chiese invece a Estevez di cambiare la parte, lasciando così il ruolo di Bender vacante; un ruolo che Nicolas Cage voleva ottenere ad ogni costo. Purtroppo però il budget non era abbastanza alto per venire incontro allo stipendio che l’attore percepiva in media, quel periodo, su un set. Anche John Cusack era determinato a voler ottenere il ruolo ad ogni costo, e ci andò vicino leggendolo un paio di volte. Ma, anche qui, Hughes decise di prendere un’altra direzione con il personaggio, ingaggiando quindi Judd Nelson per il ruolo poco prima che iniziassero le riprese del film.

3. I Simple Minds e la colonna sonora del film

La canzone tematica del film Breakfast Club, ovvero la hit Don’t You (Forget About Me), fu scritta per il film da Keith Forsey. I Simple Minds finirono così per scalare le classifiche ma in un primo momento non erano loro la prima scelta dei produttori nell’eseguire la canzone chiave della colonna sonora di questo grande cult. Infatti, quest’ultimi pensarono parecchio a quale artista coinvolgere per il progetto; incassarono i rifiuti di Bryan Ferry e Billy Idol (che finì comunque per realizzare una cover del brano nel 2001). Quando pure Chrissie Hynde dei The Pretenders li rifiutò, fu proprio quest’ultima a suggerire loro di offrire il lavoro ai Simple Minds, che erano capitanati da quello che all’epoca era suo marito: inevitabilmente, accettarono l’ingaggio.

2. John Kapelos e le battute su Martin Sheen

All’inizio del film l’attore John Kapelos, che interpreta il bidello, scherzava con i giovani attori avvertendoli di non esagerare con l’intensità delle loro performance recitative, per evitare di finire come Martin Sheen sul set di Apocalypse Now, vittima di un infarto mentre girava il film. Ma Emilio Estevez fu offeso dalla battuta perché Martin Sheen… è suo padre! Quando iniziò a scherzare, Kapelos non aveva realizzato che Estevez era figlio di Sheen; il ragazzo accettò le sue scuse, ma l’attore si sentì sempre molto male per la pessima figura che aveva fatto. Quando raccontò la storia completa a Sheen stesso, mentre erano sul set della serie The West Wing, quest’ultimo lo trovò divertente, facendo sentire in tal modo Kapelos un pochino più sollevato.

1. Judd Nelson e la scena finale improvvisata

La scena finale del film Breakfast Club vede John Bender attraversare il campo da football prima di alzare un pugno chiuso contro il cielo, come un segno di ribellione contro l’intero – maledetto – sistema. Nella sceneggiatura originale, a Bender era semplicemente “chiesto” di camminare andando incontro al tramonto, senza alzare il pugno. Il giorno stesso in cui girarono la scena, John Hughes chiese a Judd Nelson di improvvisare altre azioni per alcuni ciak extra; a quel punto l’attore alzò spontaneamente il pugno in aria. Tutta la troupe era d’accordo che quel gesto era grandioso e memorabile, così finì direttamente nel montaggio finale, trasformandosi in una delle immagini più significative degli interi anni ’80.

Fonte: ScreenRant

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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